Al supermarket dello spionaggio illegale era possibile sapere ogni cosa

«Mi sono collegato e mo ti dico dove stai: stai a 69 chilometri orari, stai a via...aspetta...alla Campagnola, che è sulla Casilina?». Quante chiacchiere tra di loro, quanti appostamenti dietro lauto pagamento, di mogli o mariti traditi, di aziende in cerca di segreti commerciali e industriali. Tutto abusivo. Al supermarket dello spionaggio illegale era possibile sapere ogni cosa: carichi pendenti, stato patrimoniale, reddito dichiarato, proprietà immobiliari, tabulati e utenze telefoniche, quote azionarie, investimenti finanziari, persino dove la persona si trovasse in quel momento. E pagando si potevano avere anche foto compromettenti, finti testimoni, dossier con notizie false, e intercettazioni per ricatti ed estorsioni.
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